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giovedì 12 marzo 2015

L'Uno e il Molteplice

L’imperatrice Wu andò dall’alchimista di corte, e gli chiese di spiegarle il funzionamento della connessione dell’Uno con il molteplice, del legame tra Dio e le sue creature, e dell’interconnessione di tutte le cose tra di loro, ma in un modo semplice e comprensivo. Maestro Fa Tsang si chiuse in un salone del palazzo imperiale, e si mise al lavoro per accontentare la sua sovrana.
Fa Tsang fece appendere 8 specchi alle pareti, in corrispondenza degli 8 punti della bussola, poi mise uno specchio al soffitto e uno sul pavimento: infine mise una candela in sospensione al centro della stanza. Quando entrò l’imperatrice Wu, Fa Tsang accese la candela, e la stanza si riempì dello splendore di mille luci riflesse negli specchi.
La sovrana si guardò intorno ed esclamò incantata: “Oh Maestro Fa Tsang! Ma che splendore! Che meraviglioso spettacolo avete allestito!” Maestro Fa Tsang disse: “Graziosa Sovrana, questa è la relazione che esiste tra Dio e le sue creature, è questa la relazione dell’Uno con il molteplice!” L’imperatrice rispose: “Ora comprendo Maestro, ma qual è il rapporto che esiste tra le creature tra di loro?”
Fa Tsang disse: “Guardate Celeste Maestà, guardate come la luce di ogni specchio riflette la luce della candela che brilla al centro della stanza. I riflessi della fiamma si riflettono negli altri specchi così da produrre mille luci infatti, i riflessi sono identici ma sono anche diversi, poiché ognuno ha la sua individualità. Tutti i riflessi vengono dalla stessa luce quindi sono identici, ma sono anche intercambiabili.Ecco spiegato il rapporto tra l’Uno e il molteplice, e così si spiega anche il rapporto che esiste tra le creature tra di loro. Celeste Maestà, ma questa è solo una spiegazione grezza con una dimostrazione molto grossolana della natura delle cose. Nella realtà l’universo è illimitato, infatti esso è multidimensionale e muta in un eterno fluire. “
Quindi Maestro Fa Tsang prese un velo, e coprì uno degli specchi dimostrando come ogni interferenza sia destinata a causare un mutamento, sebbene sia limitata ed insignificante: infatti ogni piccolo avvenimento causa un mutamento sull’intero organismo del nostro mondo sebbene non compaia alcuna causa apparente.
Infine Fa Tsang sollevò una minuscola sfera di cristallo e disse, rivolto all‘imperatrice: “Ora, mia Graziosa Sovrana, osservate come ogni specchio che risplende della luce e delle forme molteplici che si riflettono sia, a sua volta, riflesso da questa minuscola sfera: così la realtà superiore si riflette nella realtà inferiore. Infatti, l’infinitamente grande si riflette nell’infinitamente piccolo. Come è in alto così è in basso, e come è in basso, così è in alto.
Oh, come mi piacerebbe dimostrare anche un‘ulteriore interconnessione, poiché esiste anche il legame tra il tempo e l‘eternità, in quanto esiste un legame tra il presente, il passato e il futuro. Purtroppo questo concetto è inspiegabile, infatti è un concetto dinamico che va compreso ad un livello diverso, che è un livello inspiegabile.”


http://lacompagniadeglierranti.blogspot.it/2010_07_01_archive.html

giovedì 5 marzo 2015

Yuanxiao, la notte della prima Luna Piena

La Festa delle Lanterne 

La notte della Festa delle lanterne è la prima notte di luna piena nel nuovo anno lunare. I fuochi d’artificio, le lanterne e la luna sembrano dar vita a una competizione per la creazione di una luminosità più particolare e splendente.

Secondo la tradizione, appena la luce della luna brilla sulla terra, si accendono moltissime lanterne di diversi colori e forme, lanterne appese ovunque.
Dai tempi antichi, diverse dinastie e governi hanno da sempre mantenuto questa tradizione. Alcune delle celebrazioni più grandi si sono avute nel 1400, quando i festeggiamenti si sono protratti per dieci giorni, grazie ai finanziamenti dell´ imperatore Cheng Zu. Durante il Festival delle Lanterne, i bambini portano lanterne fatte di carta e giocano a risolvere indovinelli, così terminano ufficialmente i festeggiamenti dell´Anno Nuovo cinese. Si tratta di un evento che si tiene il 15° del primo mese lunare cinese al giungere dell’oscurità della notte. 

La festa trova le sue origini nel fatto che in un'antichita' remota, in Cina, la gente credeva che durante la notte della prima luna piena era possibile vedere gli spiriti celesti volare; l'accensione di lanterne doveva servire proprio a poterli vedere meglio. In epoca Tang, 唐 , (618-907) le lanterne, che prima servivano per adorare le divinita', divennero un semplice simbolo di festa. Da allora, le lanterne vengono appese fuori dalle abitazioni o portate dai bambini per le strade ed hanno un significato semplicemente augurale. Le lanterne simboleggiano lo sguardo verso il futuro. 
Questa Festa e' chiamata anche 元 宵 yuanxiao (lett.: "la notte della prima luna piena"), termine, questo, che si riferisce anche al dolce tipico di questo periodo: uno strato di pasta circolare fatto di riso glutinoso e riempito con diverse sostanze dolci.

Una leggenda associa al Festival delle lanterne a un antico guerriero di nome Luna Lan, che capeggiò una ribellione contro il re tirannico nell´antica Cina, che morì nell´assalto alla città e i ribelli commemorarono il festival in suo nome.

Un’altra credenza relaziona la festa al taoismo. Tianguan è il dio taoista responsabile della buona fortuna il cui compleanno è proprio il quindicesimo giorno del primo mese lunare. 



Una delle leggende narra la storia della gru preferita dall'Imperatore di Giada che sarebbe stata uccisa da alcuni paesani. La furia dell'imperatore generò una tormenta di fuoco per distruggere il villaggio nel quindicesimo giorno del calendario lunare. La figlia dell'Imperatore avvisò gli abitanti di cosa stava succedendo e un uomo saggio disse a ogni famiglia di appendere delle lanterne rosse attorno a casa, fare fuochi per strada e lanciare i petardi nel quattordicesimo, quindicesimo e sedicesimo giorno lunare. Il quindicesimo giorno le truppe dell'Imperatore videro come era il paese e tornarono per informare il sovrano, che evitò la tormenta programmata. Da quel giorno la gente festeggia questo giorno. 


venerdì 20 febbraio 2015

Lo spirito primordiale risiede negli occhi

«Gli occhi sono le aperture attraverso cui si esprime il Vero Cuore, primordialmente puro, la cui natura è vuota e al di là di ogni definizione di soggetto o oggetto, di nozione di io, dell’altro. Mentre la mente emotiva dell’uomo – il cuore ordinario “fatto di carne e di sangue” – nasce e muore, essendo costantemente soggetta alle fluttuazioni del mondo, gli occhi sono “il Meccansimo stesso che trascende la vita e la morte”».
«L’importanza attribuita agli occhi è dovuta al fatto che in essi si trova concentrata l’energia di tutto il corpo (l’essenza, il soffio e l’energia spirituale) e che, mentre tutto il corpo è composto dallo Yin, gli occhi sono la sola scheggia di Yang nascosta in esso. Secondo i testi alchemici, infatti, gli occhi sono le scintille di Yang puro rimaste al momento del concepimento e sono il santuario dell’energia spirituale. Secondo le teorie mediche antiche, l’essenza dei cinque organi si trova concentrata in loro: L’iride corrisponde al fegato, l’angolo degli occhi al cuore, le palpebre alla milza, il bianco degli occhi ai polmoni e le pupille ai reni. Nel Dialogo da cuore a cuore si dice infatti, in accordo con le teorie mediche, che negli occhi si conserva l’anima celeste (hung) del fegato, l’anima terrestre (po) dei polmoni, lo spirito intuitivo (ling) della milza e il soffio-essenza (Jing-qi) dei reni*».
«L‘alchimia taoista si ispira costantemente alle teorie mediche ed elabora, soprattutto alla fine dei Ming e dei Qing, una sua propria fisiologia mischiata con le teorie mediche più moderne (…) sulle diverse malattie che possono scaturire da una cattiva circolazione di tutti quegli elementi liquidi che sono fondamentali alla vita».
«Ritornando agli occhi, secondo la fisiologia taosita, la formazione dell’embrione comincia da loro. Alla nascita, l’energia spirituale è pura e si esprime nel bianco immacolato degli occhi che è allora ben separato dal colore della pupilla. Tuttavia, con il passare del tempo, il bianco degli occhi si ingiallisce e la pupilla si macchia, mentre l’energia spirituale, contenuta negli occhi, perde progressivamente la sua lucentezza. Rivolgendo allora lo sguardo verso l’interno, socchiudendo leggermente gli occhi, la luce dell’energia spirituale si concentra di nuovo e riacquista la sua lucentezza naturale. Grazie a questa loro purezza primordiale, gli occhi aiutano a purificare ogni elemento del corpo. Il sangue, al loro semplice contatto, si purifica e viene condotto insieme al soffio interno in tutto il corpo».
«Gli occhi diventano perciò una specie di guida spirituale che, con i loro movimenti appena percettibili, presiedono alle trasformazioni degli elementi corporei. Sono questi elementi che si sublimano, nel corso dell’Opera, in sostanze sempre più sottili».
Lao Tsu e il calderone alchemico, immagine scaricata dal web
* «Nei testi medici i cinque organi sono messi in relazione a cinque specie di forze spirituali. (…) “Il cuore custodisce l’energia spirituale, i polmoni custodiscono l’anima terrestre, il fegato l’anima celeste, mentre i reni conservano la volontà”». (…) In altri testi alchemici di diverse epoche si dice che «il cuore governa l’energia spirituale, il fegato l’anima celeste, la milza il Pensiero, i reni la volontà e i polmoni l’anima terrestre».
Monica Esposito, L’alchimia del soffio. La pratica della visione interiore nell’alchimia taoista. La prima traduzione occidentale del Dialogo da cuore a cuore tra i due Maestri Oziosi, un importante testo alchemico del 1800 che insegna a ottenere l’immortalità tramite il controllo del respiroUbaldini Editore, Roma, 1997.

giovedì 19 febbraio 2015

Spirito indomabile



Provate a prendere una capra per le corna...

Altre notizie occidentali su questo animale emblema del nuovo anno.
In India è considerata la madre del mondo, per altri popoli orientali è rappresentazione del potere del Dio dei fulmini: le corna sono un retaggio di questo legame, e la testa lo spazio in cui  fulmini e saette arrivano al suolo. 
Di questa energia “elettrica” e frizzante la capra è portatrice, e questa energia vitale riversa nel mondo con la sua fertilità, i suoi parti frequenti e le mammelle gonfie da madre nutrice. Nella mitologia Greca è la capra Amaltea a nutrire il piccolo Giove nascosto dalla madre nell’isola di Creta per proteggerlo dal padre Saturno; è il corno della capra a trasformarsi in corno dell’abbondanza, ed è la la sua pelle a coprire lo scudo di Zeus, dandogli la la protezione e la salvaguardia dell’Egida. 
Il dio Pan, ha barba, corna e zampe di capra, e questa identificazione sottolinea il legame di questo animale con la terra, la natura ed il mondo silvestre.
La capra è un animale pacifico e vicino all’uomo per il quale incarna l’abbondanza, con i doni di  latte,  carne, pellame, ma anche la selvatichezza, l’ imprevidibilità, la scontrosità che la rendono “capricciosa” e testarda. Le capre riescono ad arrampicarsi in luoghi quasi inaccessibili, sono frugali e resistenti, amano lo spazio ed il movimento, soffrono la prigionia e fuggono il controllo.  Il significato della capra nei sogni è collegato a tutte queste istanze, spesso rimosse, che si stanno presentando alla coscienza. 
E che si manifestano come impulsi sotterranei di Se’ rinnegati: voglia di libertà, caos creativo, vitalità e disordine che hanno bisogno di trovare un’espressione, ma pure femminilità, sensualità, piacere fisico, bisogno di seguire i propri ritmi corporei e di adattarsi alle fasi della vita.

giovedì 29 gennaio 2015

Buon Anno della Capra Verde


"QingYang" Capra Verde a Chengdu - Sichuan

Il 19 Febbraio 2015 non appena spunterà il primo spicchio di luna crescente all'orizzonte entreremo nell'anno lunare 4713 secondo il Calendario Cinese. Sarà l'anno della Capra di Legno, detta anche Capra Verde che è il nome del Tempio Taoista più antico di tutta la Cina e si trova nella città di Chengdu, nello Sichuan.
In questo Tempio si trova la sola copia esistente e originale del Daozhang Jiyao, il "Canone Taoista" che comprende circa 1100 incantesimi (Fu Lu) taoisti che fanno sempre autorità tra i "praticanti del Tao" (Daojiao). Si afferma che in questo Tempio Lao Tseu dettò il Daodejing (Tao Te King) al suo discepolo Guangling Ying Xi, il "Guardiano del Passaggio".
La sua particolarità è di possedere, di fronte alla sala principale, due statue di capre in bronzo. E' la ragione del suo nome. Qing in cinese significa "blu-verde", è il colore del turchese e dei Draghi.
Si potrebbe trattare di "capre verdi", che corrisponde al colore del legno, ma anche di "capre-draghi". Portano fortuna e toccarle permette di evitare la malattia per un anno!
Sono proprio rappresentative  del nostro animale emblema dell'anno, se le osservate bene non hanno gli zoccoli ma zampe di Tigre o di Drago!
La capra è il simbolo di un animale inafferrabile, composto da varie nature, che ha un grande potere  e una natura indomabile con cui conviene allearsi. Il suo significato esoterico è proprio nel suo essere composto da varie nature e cangiante.


Una capra e un montone: concordia
pace e alleanza delle buone volontà
Il carattere Yang che designa l'animale simbolo è uno dei più antichi sigilli della Cina. Designa un animale con le corna altro che il bue (bue d'acqua, bufalo, Bue della montagna, lo Yak) e la lumaca!
Quindi bisogna intendere le capre, ma anche un montone, una pecora, un ariete, un caprone, un daino, un camoscio, un cervo e anche un' antilope.
Come il suo compare il Cavallo è pericoloso davanti - attenzione alle corna - e pericoloso dietro - attenzione ai colpi di zoccoli - ma contrariamente a quest'ultimo è impraticabile nel mezzo...Inutile cercare di cavalcarlo. Quindi non sarà facile da vivere se si tenta di prenderlo di forza. Meglio saperlo abbordare prendendolo per i sentimenti o, eventualmente, facendogli qualche complimento.
Sapendo che ha una pelliccia ricercata da sempre diffida di quelli che cercano di accarezzarlo o di spazzolarlo nel senso contrario del pelo. Ma, ciò che non incita la sua sfiducia, lo fa sentire al sicuro e divenire socievole e addirittura affascinante.
E' un animale fortunato, creativo, colto e spensierato. Ma a volte manifesta una certa ansia e senso acuto del territorio e del limite che non conviene mai oltrepassare. Si tratta, in qualche modo, di creare una zona di sicurezza essenziale alla propria pace interiore, alla propria "zenitudine" programmata. Il semplice fatto che qualcuno possa attentare a questa sicurezza in maniera consapevole o inconsapevole può generare immediatamente una reazione brutale.
Un proverbio corso dice: "Non ti fidare della capra che indietreggia!" perché è per portare a segno meglio il proprio colpo di corna nel naso del suo interlocutore che si fida un po' troppo. Con la capra è sempre meglio sapere dove si mettono i piedi. L'omonimo tra Yang (Montone o Capra) e Yang (YIN/YANG) fa sì che rappresenti anche l'energia solare, la forza vitale e il principio maschile.

 

La capra e gli altri suoi simili cornuti hanno una tendenza critica che li differenzia dal fare scelte di "gregge" o da pecore. Non si lasciano troppo impressionare o influenzare dall'opinione generale. Conviene saper temperare (agire con la terra) piuttosto che "restringere" o limitare" (azione del Metallo).

L'anno 2015 appartiene principalemente all'elemento Legno.
Si tratta, infatti di un anno Yi Wei. YI (I) rappresenta il secondo dei "Dieci Tronchi Celesti" (Tian Gan) e designa una persona che esita ma anche un germoglio che si apre o un segnale che lasciamo in un libro.
Ritroviamo il carattere Wei nel Wei Ji, il 64 esimo esagramma del Yijing: "prima del compimento". Questo carattere, se si accetta la sua "gamba" centrale è, vicino al carattere Fu che rappresenta l'essere umano realizzato che ritroviamo in "Gong Fu" o Kung Fu, la realizzazione attraverso il lavoro, l'opera compiuta e per estenzione l'arte Cavalleresca o "Marziale".
Il Montone (o la Capra) rappresenta il numero 8 come animale ciclico e Wei l'ottava delle 10 Tronchi Terresti, questo significa 8x8 il sessantaquattresimo e ultimo esagramma del Yijin: "Tutto è ancora da fare"! 
Quindi tutto un programma!  


Si tratta di un anno Tai Yin corrispondente al doppio Yin nell'energia Celeste. Tai Yin nel Cielo è simbolo di freddo e umidità. Per fortuna questo è equilibrato da una energia terrestre di Fuoco che si evolve verso la Terra. La Terra permette di assorbire il surplus di "Acqua che scorre" e di evitare che questa non provochi delle inondazioni.

 Ma esiste ugualmente un'opposizione di asse verticale tra L'acqua (Il Nord o Nadir) e il Fuoco (Sud o Zenith). Acqua e Fuoco vanno d'accordo solo se tra di loro si interpone il Metallo come un Calderone.
Il Metallo corrisponde all'organizzazione, al rigore, alla decisione. Se il Metallo è presente tra il Fuoco e L'Acqua allora ci sarà naturalmente proiduzione d'Energia (Qi= vapore, per estensione soffio e vitalità).
Sarà dunque necessario di controllare bene, grazie al Metallo e alla Terra, gli straripamenti dell'Acqua e le espansioni del Fuoco.


"San Yang Kai Tai" Rinnovamento Primaverile

Tre capre insieme ai fiori è simbolo di grande rinnovamento e fortuna. Come dice un proverbio, rifarsi la salute o rifarsi una fortuna, la Capra della Primavera sa rinnovarsi e acquistare così una nuova forza.


Estratto e tradotto da 

http://www.tao-yin.com/astrologie/chevre-bois_2015.html

del Maestro Georges Charles

martedì 16 dicembre 2014

Riflessioni sul linguaggio

Se il linguaggio è inquinato lo sono anche i pensieri. Come possiamo pulire e trasformare l'inquinamento delle parole che a volte nella società contemporanea determina una vera e propria manipolazione della realtà? 
Forse dobbiamo ritornare alla radice del linguaggio ed immergerci nelle profondità del tempo ritrovando e avventurandoci in quell'immagine primordiale, tale come è disegnata nell'ideogramma cinese, ma anche nel geroglifico egiziano o nei glifi Maya.
A questo proposito propongo una lettura di Ernest Fenollosa, orientalista americano che visse a lungo in Giappone e in Cina alla fine del XIX e inizio XX secolo. 
Eccone un estratto significativo:

"La forma della frase è stata imposta dalla natura stessa. Non siamo stati noi a crearla; era un riflesso dell'ordine temporale in rapporto alla casualità. Tutta la verità deve essere espressa mediante le frasi, perchè ogni verità è trasferimento di potere. Il modello della frase in natura è come il lampo, passa tra i due termini, la nuvola e la terra. Nessuna unità del processo naturale può essere meno di questo. Ogni processo naturale, nella propria unità, è proprio questo. Luce, calore, gravità, affinità chimica, volontà umana, hanno questo in comune: ritrasmettono forza. (...)

Generazione Ideogramma Yang

Generazione Ideogramma Yin

In natura non c'è negazione, non c'è alcun possibile trasferimento di forza negativa. La presenza di frasi negative nel linguaggio sembrerebbe rinforzare il punto di vista dei logici, che l'asserzione è un atto soggettivo arbitrario. Noi possiamo affermare una negazione nonostante la natura non possa farlo. Ma anche qui la scienza viene in nostro soccorso contro i logici: tutti i movimenti in apparenza negativi o distruttivi mettono in gioco altre forze positive. (...) L'annientamento richiede una grande forza. Perciò potremmo supporre che, se si potesse ripercorrere la storia di tutte le particelle negative, scopriremmo che derivano da verbi transitivi. 
E' troppo tardi per dimostrare tali derivazione nelle lingue ariane, ne è stata persa la chiave, ma in cinese possiamo ancora osservare concezioni verbali positive trasformarsi nelle cosidette negative.
Così in cinese il simbolo che significa "sperduto nella foresta" si riferisce a uno stato di non esistenza. L'inglese "not" (non) equivale al sanscrito "na" che ha origine nella radice na, essere sperduto, perire. Al termine viene l'infinito che sostituisce a un verbo di volore specifico la copula universale "è", seguita da un nome o un aggettivo. (...) Questa è un'estrema debolezza del linguaggio. Deriva dal generalizzare tutte le parole intransitive in una sola. Come "vivere", "vedere", "camminare", "respirare", sono generalizzati in stati per omissione dei loro oggetti, così questi verbi deboli sono ridotti a loro volta allo stato più astratto, cioè al semplice esistere.
In realtà non esiste nessun verbo come pura copula, non esiste una concezione così originaria. La nostra stessa parola esistere significa "porsi in avanti", cioè mostrare sé stessi come atto definitivo.
"Is" deriva dalla radice ariana "as", respirare. "Be" (essere) dalla radice "Bhu", crescere.
In cinese il verbo principale per "è", non solo significa anche "avere", ma attraverso i suoi derivati, esprime qualcosa di ancor più concreto, vale a dire "afferrare con la mano la luna".


Ernest Fenollosa, L'ideogramma cinese come mezzo di poesia, 1918 
Tradotto da Silvia Galimberti per Luni Editrice 2014

"Sulle colline il vento fa ondeggiare l'erba. Sul foglio la mano muove il pennello."


Le immagini provengono da:
andreamascaro.blogspot.com e www.tiandihe.org

lunedì 8 dicembre 2014

Acqua che cammina

Gun Shu spontaneo

Libertà di Agire
  






Il Corso di Gun Shu si tiene ogni Lunedì alle ore 18.00 c/o la Palestra 23 
dello Stadio di Bologna