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venerdì 1 febbraio 2019

Anno del Maiale di Terra o Maiale del Monastero

Comincerà il 5 Febbraio all'alba lunare e sarà l'anno 4717 per il calendario Cinese
Benvenuto amico Zhu!
La visione orientale


Influenza celeste : Tian Gan (Tronco Céleste) Ji (6eme Tronco céleste) : Maturazione dei frutti e Paviglione centrale nel quale regna la stella polare (Yin)
Influenza terrestre : Di Zhi (Rami terrestri) : Hai (12simo Ramo Terrestre) : Yin Metallo (cinghiale sotto la luna )
Questo anno del Maiale di Terra Ji Hai si colloca naturalmente sotto il segno della prosperità e della Riuscita. Si tratta di un anno JUE YIN collegato al Legno ma che subisce l'influenza profonda della Terra e dell'Acqua arrivando al Vento e alla siccità.
E' collegato all'oriente, direzione est e in particolare alla primavera e all'inizio dell'estate quindi al vento e al calore moderati ma che congiuntamente producono la siccità. Vento e secchezza collegati al calore sono la causa di vertigini e di problemi legati al fegato. Gli anni Jue Yin evocano, in energetica classica, problemi epatici e dermatologici con la tendenza generale alla stanchezza e ai crampi.

Cinghiale o Maiale?

Il tetto sopra il carattere indica che si tratta di un animale domestico ! Due uomini sotto un tetto che condividono un maiale è l'immagine della concordia e della pace !

« Influenza celeste sulle attività terrestri » per quello che riguarda il nostro Maiale o Cinghiale di Terra dell'anno Ji Hai è favorevole. E non è certo sempre il caso, i due termini che tornano sono « prosperità ! E Virtù cavalleresca » e raccolta abbondante e nutrimento abbondante, quindi « prosperità nella casa. » L'imperatore ritorna anche sugli elementi simbolici che dirigono e influenzano questo ciclo : Il fuoco (maiale di terra), ma anche la Terra, l'Acqua, il Legno e il Metallo. I cinque elementi sono quindi presenti, cosa che non era il caso negli anni precedenti, del Cane e del Gallo.

Quando si genera (il generare che permette la nascita in seno al clan) e le generazioni si succedono armoniosamente, la Pace regna nella casata. Si tratta quindi di un anno molto favorevole al « clan » (Jia o Gar » o alla famiglia. Un carattere cinese collegato sia all'amicizia che alla prosperità e alla pace rappresenta due uomini sotto un tetto che condividono un maiale !

Il grossolano è la radice del sottile perché ciò che è in alto è come ciò che è in basso !
Commento al testo classico dell'imperatore Kang Hsi sul maiale/cinghiale:

Carattere Ze : palude, benevolente

Il maiale è simbolicamente il « grossolano che è alla radice del sottile ». Le terre paludose che sono le preferite dai cinghiali corrispondono alle acque stagnanti, ma anche ai vapori luminosi, le nuvole brillanti e per estensione i favori, i benefici, ciò che è omogeneo e un buon ricordo lasciato da qualcuno di integro e generoso. Nella tradizione cinese classica questo corrisponde al 58 esimo esagramma del Yijing (Dui) che  rappresenta « la gioia, il momento dove la progressione dolce et gioiosa sviluppa la conformità con il Cielo e la concordia con gli esseri Umani ». (dizionario Ricci).

La terra paludosa è quindi una terra magica, ricca di nutrimento (dove infatti si coltiva il riso) e di un selvaggio che è benefico e rappresenta l'Unità tra il grossolano e il sottile.
Wu De : la Virtù Cavalleresca
L'imperatore da anche un esempio significativo che riguarda il saggio Soun Ki della dinastia degli Han, che pascolava i maiali e istruiva su centinaia di discipline e diceva di non fidarsi delle apparenze riguardo ai maiali e che, ancora una volta, il grossolano è la radice le sottile. Sotto la sua apparenza grossolana il maiale può essere il simbolo della conoscenza e probabilmente sarebbe meglio pascolare i maiali con Soun Ki che estasiarsi con i filosofi da salotto, anche se sono « nuovi ». L'imperatore ricorda l'influenza primordiale dell'acqua e la necessità di proteggerla, utilizzandola razionalmente. Non era un po' un anticipatore per la sua epoca ? Un ecologista ancora prima che questa dottrina fosse inventata in occidente ?
Infine insiste ancora una volta sulla « Virtù cavalleresca » del «  Grande Generale » che deve anche proteggere la cultura e le colture grazie all'azione razionale del metallo.


Wu De : la Virtù Cavalleresca
E' questione di preparare le armi o di essere pronti a far valere la bravura (WU) che consiste, secondo l'imperatore a far cessare la violenza, o l'utilizzo delle armi, senza bisogno di utilizzarle. Siamo dunque lontani dalla traduzione di « marziale » che designa la capacità guerriera. La virtù serve per attaccare e conquistare Mostra che conviene non fidarsi delle apparenze simpatiche e placide del maiale perché potrebbe mostrare i denti se è attaccato o ferito.

Hai : ultimo dei dodici rami terrestri- un maiale in piedi !
Momento importante in cui l'energia vitale si situa nei « Tre Fuochi » e si manifesta nel punto di « ricezione » che corrisponde al Grande Yin (Esagramma N°2 Kun) e al punto QI Hai (Oceano del Soffio).
Esagramma N°2 : Kun – La ricettività
Questo simbolismo del « maiale in piedi » messo in rapporto con il soffio vitale (Qi) e, in certa misura, con il basso ventre è certamente in rapporto con la sessualità, o con la capacità di generare. In un « clan » Jia o Gar, qui genera è colui che da la vita, che genera, che permette di perpetuare la specie. E' quindi normale che il carattere Jia designante il Clan,la famiglia rappresenti un « maiale sotto un tetto » ! E' l'antico termine di « casa » in quanto famiglia ma anche in quanto dimora, focolare ed egualmente parentela o « gentes » romana « Jia Ren « Essere del Clan ».

Esagramma n°37 : Jia Ren : Essere del Clan
Quest'anno in particolare corrisponde anche all'esagramma N°4 Meng « Iniziazione », « momento privilegiato dove i giovani (porcellini) interrogano il saggio (cinghiale) come i discepoli interrogano il loro maestro. L'immagine dell'esagramma mostra, un cinghiale che si nasconde nel suo riparo prootetto dalla vegetazione. Questa nozione di « clan » o « Famiglia » è molto importante in Cina e definisce i principali nomi di famiglia.

Esagramma N° 4 : Meng : apprendimento, iniziazione
Infine il nostro « maiale di Terra » possiede una profonda affinità con l'esagramma N°33 Dun « Ritirata » o « momento di ritiro che permette di vincere le forze avversarie ». Questo esagramma che fa parte dei 12 Esagrammi della Rivoluzioni corrisponde ai punti situati tra le due sopracciglia : Ying Tang : « Il palazzo del silenzio » che è molto utilizzato nella pratica della meditazione taoista. L'immagine è una bestia potente, e in questo caso un cinghiale, sotto la una piena che si nasconde tra due rocce.
Esagramma N° 33 : Dun : ritirata, nascondersi, dissimulare
Due altri caratteri importanti appaiono nel nostro anno del Maiale di terra. Si tratta prima di tutto di Sui, la soddisfazione, che si compone fal carattere maiale (Zhu) e dal carattere tagliare (ba). Tagliare un maiale per condividerlo rappresenta un piacere, la soddisfazione. In seguito il carattere si è trasformato nel senso di perseguitare e di catturare. Prendere ciò che stiamo seguendo è segno di riuscita !
Sui : soddisfare, riuscire, esaudire
Il carattere Huan significa nutrire, allevare e rappresenta due mani che prendono un cinghiale e uk carattere del riso. Dare l'acqua del riso al maiale per farlo ingrassare. Nutrire il Clan.
 
Huan : nutrie, allevare
L'anno del Maiale di Terra è quindi collocato sotto l'auspicio dell'abbondanza. Anticamente « abbandonare » significava « mettere al bando », quindi a disposizione di tutti senza restrizioni. Un banchetto « al bando » permetteva a tutti di mangiare più che per sfamarsi, di prenderne e portarlo anche a casa. Questo costume esiste ancora in Cina e nelle comunità cinesi dove è questione dopo un pasto di dividere i resti tra i convitati. Una tovaglia ben macchiata prova che il pasto è stato conviviale. Una tovaglia che dopo un buon pasto rimane pulita non augura nulla di buono.
Questa abbondanza implica la generosità, la buona volontà e il benessere. Ma il maiale di Terra sembra un po' temerario e a volte forse un po' ingenuo. Pronto a lanciarsi nell'avventura a testa bassa può essere vittima di inganni senza scrupoli o di chi approfitta della sua benevolenza per abusarne.
Questo non impedisce di essere molto caritatevole e generoso e particolarmente leale. Ma non è totalmente disinteressato perché « i suoi futuri amici sono i suoi futuri clienti et i suoi futuri clienti sonno i suoi futuri amici !. Vede la vita sotto un angolo molto positivo e spesso con l'ottimismo perfino nelle avversità, ciò che rassicura alcuni ma può arrabbiare altri. Si capisce quindi perché il maiale non sia troppo apprezzato da alcuni.

Il maiale è un grande conciliatore e un buon consigliere. E' anche un seduttore sensuale e ben intenzionato che non guarda a ciò che spende. Ma può diventare esclusivo e geloso o troppo convenzionale e moralista. Il suo coraggio lo incita a prendere la difesa della vedova e dell'orfano e in questo caso, somiglia alla tigre che condivide con lui la « Virtù Cavalleresca ».

La visione occidentale
 Dalla preistoria alle crociate; il bel ruolo
Il nostro amico maiale condivide con l'essere umano una lunga e ricca storia e anche preistoria. Secondo gli archeologi cinesi fu addomesticato, per lo meno in Cina, prima del cane e molto prima del cavallo e del manzo.
Troviamo un grande numero di incisioni rupestri sotto la forma, ovviamente del suo antenato e cugino il cinghiale.
Per i preistorici cinesi rappresent l'equilibrio tra le forze maschili simbolizzate dal cavallo e le forze femminile simbolizzate dal bufalo o manzo. Rappresenta quindi il collegamento tra la Terra e il Cielo, quindi tra il grossolano e il sottile e tra il profano e il sacro.
E' ciò che dimostra magistralmente l'immagine del cinghiale della grotta di Altamira in Spagna dove vediamo proprio un cinghiale tra un cavallo (Yang nella tradizione cinese e corrispondente alla runa FA) e un bisonte (Yin nella tradizione cinese e corrispondente alla runa Ur). Per gli scintifici occidentali si tratta di un puro caso. Ma stranamente sembra che il caso si ripeta molto spesso nelle pitture rupestri, il che ci fa pensare che al di là della semplice rappresentazione pittorica, anche se eccezionale, si delinea una concezione molto vicina alla visione cinese antica e classica. Quindi un'altra visione del mondo razionale in cui noi viviamo, dimenticandoci che i nostri antichi antenati avevano altre preoccupazioni piuttosto di una poltrona all'università o un grattare un biglietto del lotto.


Per quanto riguarda la cultura greca troviamo Ercole che nella sua terza fatica cattura il famoso Cinghiale di Erimanthe. Da studi dui culti ormai sappiamo che: 


" il passaggio del sole dal segno della bilancia all'entrata in autunno, fissato dall'alzarsi del Centauro celeste, colui che donò l'ospitalità a Ercole. Questa costellazione è rappresentata in cielo come un'otre piena di vino, un tirso (giara di bronzo) ornato di uva, immagini della produzione della stagione. Allora si alza l'orsa maggiore, chiamata anche Cinghiale, animale d'Erymanthe. "

Le dodici fatiche di Ercole non sarebbero che una allegoria del passaggio del sole attraverso le dodici costellazioni!
Ma bisogna dire una cosa importante: la grande Orsa non nominava il Cinghiale! Simbolicamente la Grande Orsa, o Arcturus, quindi Artus o Artur “orso feroce”, il famoso Re Artù, uccide il cinghiale che quindi viene 2sacrificato” diventa quindi “sacro” e poi “segreto”. Per i Druidi il cinghiale rappresenta quindi la classe sacerdotale (il sacro e i preti), mentre l'Orso, qindi Artù, rappresenta la csata guerriera, e in una certa misurando romano di Marte. Il cinghiale vinto è quindi consacrato a Marte
E' come un mondo antico che, come il cinghiale, muore e si trasforma !
Ercole cattura il Cinghiale di Erymanthe e poi si nasconde nella giara !
Sempre in Grecia Afrodite, furiosa di essere stata dimenticata dal re Oené, che ha omesso di offrirle un sacrificio, invia un cinghiale furioso che devasta tutto il Regno di Kalydonia, Il re convoca i più grandi eroe dell'epoca ma molti sono uccisi o feriti dal cinghiale. La caccia al cinghiale di Kalydonia dura nove giorni e nove notti. Ma Atlante, rivale di Afrodite, che è stato allevato da un'orsa, ferisce il cinghiale con una freccia così Meleagro lo uccide.
Il cinghiale diventa il simbolo del paese dei Calde, che fondano la Caledonia. Stranamente la Caledonia è l'antico nome della Scozia prima che il paese fosse conquistato dagli Scots. Caled in antico bretoni significa duro, compatto, e più tardi significherà sasso.

E i Galli?

Per i Celti e i Galli il Cinghiale aveva un luogo d'onore, era reputato per il coraggio e la temerarietà nel combattimento. La Borea, la Gallia prima dell'arrivo dei Celti era la Terra dei Cinghiali. Dopo Asterix e Obelix è difficile immaginare la Gallia festiva senza cinghiali! Molti ornamenti e caschi dove gli emblemi guerrieri rappresentano questo animale feroce e coraggioso che poi si è fatto ribare il posto dal gallo, perchè i romani designavano i Galli con questo animale.
I ricchi Galli seguirono quindi la moda romana che instaurava il volatile e il cinghiale perdette di credito! Il cinghiale celtico era consacrato alla Dea Arduina, che lo cavalcava, Dea della terra ma anche della guerra. Arduina si è poco a poco trasformata in Ardennes (nome di montagne) ma ha conservato come simbolo il famoso cinghiale. E' in questo periodo che troviamo le rappresentazioni animali dei cla, quindi delle regioni. Anche se questi totems furono probabilemente utilizzati dall'alta preistoria ritroviamo il Cinghiale, l'Orso, l'Aquila ( che andava di moda anche a Roma), il Lupo, il Cervo e degli animali domestici come il Gallo, il Toro, l'Ariete, il Cavallo, il Cane e l'ermellino che rimpiazzava allora il Gatto.
Questi animali ben occidentali formavano probabilmente già un calendario popolare di cui abbiamo perduto le tracce ma che sussiste, in parte nelle Rune nordiche. Infine l'albero associato al Cinghiale era la quercia perchè il maiale razzola nelle sue ghiande. La ghiandaia, sentinella della foresta, era l'amica del cinghiale e lo avvertiva contro le incursioni dei cacciatori. Esiste probabilmente un rapporto tra la quercia, il cinghiale, la ghiandaia perchè i Druidi si paragonavano alle scrofe i cui porcelli erano ii loro discepoli.


Il compagno della Dea Arduina : il cinghiale delle Ardenne
Per i nordici e i loro cugini germani, i Goti, è Sachrimir, il cinghiale bianco con la sete d'oro del Dio Freyr che presiede ai famosi banchetti del Walhalla dove i guerrieri morti nel campi d'nore sono invitati dalle walkirie a condividere l'amore. Il cinghiale di Freyr è dunque “divorato ogni giornoe rinasce ogni sera”. Simbolicamente rappresenta il Neu-Helle o la « Festa di Jul » del solstizio d'inverno ed è offerto con una mela d'oro nella gola, primizia di un anno fruttuoso.In seguito« Neu-Helle » se trasformerà in « Nuovo » poi in « Natale »
Un bel cinghiale Vikingo. Una bella bestia rossa che potrebbe essere Odino !
Rivenendo a Re Artù, conosciuto per aver cacciato nove giorni e novi notti una scrofa e i suoi cuccioli, questa scrofa di chiamava “La Vecchia Bianca”. Sappiamo che simbolicamente la scrofa, quindi la femmina del cinchiale, rappresenta il Druido e i cuccioli i suoi discepoli. Merlino, che rappresenta la costellazione della Lira, strumento magico per i Celti, ha probabilmente aiutato Artà in questa caccia, cioè in questa epurazione. Anche se sembra incredibile è Merlino che ha aiutato Arturo e quindi Roma a sbarazzarsi una volta per tutte dei Druidi. Dwrid rappresenta l'antica tradizione, la sapienza. Era l'epoca del Re Pendragon, “La testa del Drago”, padre di Artur. Questo rappresenta nelle epoche, lo spostamento della stella Polare nelle tre costellazioni: la Lyra con Merlino e la stella Vefa, il Drago con Uther e la stella Beta, L'orso con Artur e la stella Alpha.
Nel testamento di Merlino di Théophile Briant, l'Incantatore descrive così la scrofa
« La cinghiala ci darà una lezione. Lei è la madre di tutti, l’arcifeconda. Lei allatta il coraggio, la forza invisibile e tenace, la temerarietà fronte a tutte le prove. Come già sai il cinghiale è l'emblema nazionale dei bretoni perché non scappa mai, perché rifiuta di immolarsi e con le sue zanne affronta la muta di cani. E' il nostro simbolo, la nostra immagine totemica, anche se rappresenta il mostro del temporale e la bestia polare il cui destino è di essere vinto dall'Orso Solare e Polare, immagine della lotta che oppone le potenze degli istinti primordiali alla sovranità dell'intelligenza. Ricordati della Caccia del nostro amico Artù, l'Orso Regale, che duà nove giorni e nove notti e terminò con la disfatta della scrofa. Entrambi sono riuniti e confusi nella costellazione del Carro che brilla a Nors, sopra il mare e guida le nostre azioni.».
Simbolicamente significa « Avere la maestria della Stella Polare  ».
Quando si sa che Arthur è anche “Figlio della Nube” perchè Uther Pendragon con “lo scudo di arcobaleno” ha preso forma di una nuvola per generarlo e che Excalibur, si traduce con “ferita feroce” ma anceh con “Stelle Splendenti” non siamo lontani dalla tradizione cinese delle “Nuvole benefattrici delle paludi” 8Ze) e della spada delle sette Stelle del clan di Yue!
Sachrimir il cingiale con gli zoccoli d'oro è arrivato in Scozia con i popoli nordici. Ma anche il cinghiale di Calidonia, che è l'antico nome della Scozia.
Ma dopo le crociate il Maiale non ha più buona fama e mantiene un basso profilo.
In epoca medievale, fino alle crociate, il cinghiale quindi il maiale ebbe buona fama. Ci si ricordava ancora ciò che rappresentava per gli antichi e per coloro che “sapevano”. Per provocazione fu probabilmente utilizzato sulle armi di alcuni crociati. Ma con i tempi che correvano e i contatti con i Mori, attraverso i templari come intermediari, finì per diventare un po' sospetto. Questo animale come il cane, non era ben visto dal lato dei Luoghi Santi! Il maiale conobbe quindi una decadenza e molti cavalieri indebitati con i banchieri ebrei, che finanziarono sotto mano le crociate, evitarono di esibirlo troppo ostentatamente. Poi furono abbandonati per essere sostituiti da Leoni, Leopardi e coccodrilli che furono alla moda al ritorno delle crociate.
Liberamente tratto e tradotto dall'articolo di George Charles:

sabato 8 settembre 2018

Ripresa del Corso di Qi Gong a Vergato



Dal 2008 al 2018
Un lungo viaggio nel Mondo dell'energia!

Quest'anno festeggiamo 10 anni di presenza ininterrotta sul territorio.


Ricomincia il corso di Qi Gong a Vergato per la nuova stagione 
da Settembre 2018 a Maggio 2019 
con frequenza settimanale ogni Mercoledì alle 18 e 30. 
Per iscrizioni chiamare al 340.2503492 o scrivere: ana@anacuenca.it. 
La prima lezione di prova è sempre gratuita.

Ripresa dei corsi di Qi Gong e Alchimia Interna



Corso di Alchimia Interna a Bologna



 Ogni Lunedì dalle 19.00 alle 20.00
Dal 1 Ottobre 2018
Via Melozzo da Forlì 40
c/o il Centro Yoga Kundalini

In questi incontri, attraverso sequenze di movimenti millenari, impariamo a trasformare il piombo in oro, attraverso un percorso di raffinazione della conoscenza degli elementi e lavorando con la luce delle stagioni. Assorbendo e raffinando i riflessi della luce e affrontando e riconoscendo l'ombra. Il percorso ci porterà a liberarci dalla forma per entrare nello stato della spontaneità. Solo da lì possiamo scomparire a noi stessi ed entrare nel Vuoto che è la condizione necessaria per ascoltare il Suono che Unisce.
Per informazioni scrivere a ana@anacuenca.it o telefonare al 340.2503492

Raccogliendo la Mente 

Prima che il nostro corpo esistesse,
l'Energia Una era già lì. Come la giada, più splendente tanto è lucida, come l'oro, più luminoso tanto è raffinato.
Spazza l'oceano della nascita e della morte, rimani stabile dinnanzi alla porta della totale Maestria.
Una particella nel punto dell'aperta coscienza, il fuoco gentilmente scalda.
Chen Yingning

giovedì 26 luglio 2018

L'influenza sottile dell'ombra della Luna


L'eclisse di Luna di Venerdì 27 Luglio 2018 è un'occasione per risvegliarci un po' di più e non seguire i condizionamenti di massa. Questo fenomeno naturale è così importante che vale la pena viverlo con più consapevolezza possibile, tenendo presente che nessuna "dottrina" scientifica o energetica o spirituale antica o moderna può essere esaustiva e "spiegare" la sua complessità e suo il meraviglioso Mistero.
Da un punto di vista di Alchimia Interna, l'arte di cui mi occupo, posso dirvi che ogni fenomeno esterno è anche un fenomeno interno e come tale e solo intendendolo e vivendolo in questa maniera  accediamo alla Realtà e alla nostra Verità. Nella pratica di Alchimia Interna ci sono stati tramandati degli esercizi in cui avvengono degli allineamenti per "armonizzare" o "regolare" il centro, ma questo presuppone anche, ogni volta, l'emergere di un'ombra. Questa visione è importante perché così è possibile "catturarla" per riuscire a trasformarla in qualcos'altro. Se si dissolve probabilmente libererà una grande quantità di energia perché quest'ombra è solo un ostacolo, un blocco, che impedisce alla luce di fluire. Ma attenzione: non è nella visione dell'ombra che si libera o si genera l'energia, anzi, questa fase di solito è quella più dolorosa, in cui il malessere giunge al suo apice. E' solo nella trasformazione, quindi nel cambiamento di stato, che si crea un'altra realtà, che sia fisica, energetica, pschica, emotiva o spirituale.
Quando la luna si oscura è il momento culminante di un grande movimento che provoca effetti più o meno evidenti, e questo dipende dalla sensibilità delle persone, certo, ma anche dal grado di risveglio spirituale al quale sono arrivate. Durante questo processo quell'ombra influenza in maniera importante tutto l'ambiente in cui viene proiettata, sopratutto a livello elementare l'acqua, che è direttamente collegata all'energia lunare. Esporsi all'ombra dell'eclissi significa quindi assorbirla, tramite gli occhi, la pelle e il nostro campo energetico. Come la Terra con i suoi elementi e gli animali quindi, anche il nostro corpo-sistema elementare-organico dovrà "smaltirla" e trasformarla.
Noi però siamo una piccola Terra, un piccolo Yin, e quindi non sottovalutiamo gli effetti di quest'ombra, perché non si tratta, come dicevo all'inizio, solo di un fenomeno "esterno". L'ombra richiama le ombre e a seconda di qual'è il nostro equilibrio energetico in questo momento, l'effetto a catena (o scatenante) sarà più o meno evidente. E anche se non sarà cosciente potrà, come si dice, "lavorare" sotto, come le paure, e ce lo ritroveremo solo più avanti in varie forme possibili, come sintomi fisici, forme pensiero o squilibri emotivi.
Quindi, se possiamo scegliere, sarebbe meglio stare in un luogo tranquillo, al chiuso, e dedicarsi alla visione interiore senza distrazioni esterne, nel silenzio, a contatto con la propria luce spirituale per avere tutta la forza a disposizione per la trasformazione di quell'ombra (che possiamo vedere e sentire  bene anche all'interno e non guardando fuori con il naso all'in sù o con l'occhio dentro un telescopio).
Fare attenzione a non esporre all'esterno l'acqua che beviamo e se abbiamo animali, rinnoviamo quell'acqua la mattina dopo prima che la bevano.
Certo dobbiamo scegliere a quale tipo di spettacolo partecipare, è sempre più comodo andare fuori a cercare qualcosa con altri o tramite gli altri che restare "dentro" e sentire quello che c'è, la verità di chi siamo. Ma la buona notizia è che propio nel momento dell'oscuramento, secondo la pratica, è possibile vedere più vivace e brillante che mai la nostra Vera Luce.
L'antica tradizione indiana vedica consiglia di passare questa eclisse (anche perché accade in giorno del Gurupurnima) di non stare all'aperto, né in viaggio, in digiuno, non cucinare e stare in preghiera o in meditazione a beneficio di sé e degli altri.
Spero che con questa piccola argomentazione sia più chiaro il perché di questi consigli delle antiche tradizioni spirituali.

Ana Cuenca

Potete consultare molti articoli interessanti sulle congiunture planetarie e astrali associate a questa eclisse:

https://camminanelsole.com/luglio-2018-energie-ed-eclissi-a-confronto-limportante-e-fare-silenzio-di-cammina-nel-sole/

martedì 5 settembre 2017

Riprendono i Corsi di QI GONG e Alchimia Interna 2017-18



Viaggio verso il Centro, ricordando...







Nuovo ciclo di pratica di Qi Gong e Alchimia Interna

A Bologna presso la sede della ScuolaTao in via Corticella 89
Saranno dodici incontri dal 3 Ottobre al 19 Dicembre in cui ci dedicheremo all'Opera in bianco prima di immergerci nelle profondità dell'Opera in Nero. 
Ogni ciclo che compiamo nella spirale elementale della Terra Interiore ci porta più vicine alla Essenza Spirituale, che è la fonte della qualità della nostra Luce, togliendoci pazientemente dagli occhi e dalla pelle i veli dell'Illusione.

Questo è il nostro programma dall'Equinozio al Solstizio...

Viaggio verso il Centro, Ricordando...
Al Centro dove pulsa il nostro Nucleo, perno di ogni Tempo e di ogni Spazio in noi
Il Martedì dalle 19 e 30 alle 20 e 45

A Vergato, nel locale ex Biblioteca in Via Cavour
Corso di Qi Gong e Arti Classiche del Tao
Arte del Respiro per Vivere di più
Il Mercoledì dalle 18 e 30 alle 20.00

Per Info e iscrizioni: ana@anacuenca.it, 340.2503492




giovedì 26 gennaio 2017

Anno del Gallo di Fuoco Yin

 Fenice immortale
che il Risveglio sia il dono
delle tue piume dorate


Questo nostro anno 2017, il 4714 per il computo degli anni in Cina, sarà caratterizzato dall'energia di un animale solare il cui canto rappresenta la vittoria sulle tenebre e le energie oscure, il celebre Gallo. Famoso in Oriente e in Occidente per la sua combattività e coraggio, è per antonomasia dai tempi più antichi collegato al Risveglio. Nel medioevo occidentale colorava con le sue piume gli elmi e gli stendardi dei guerrieri più importanti ed era di buon auspicio per tutte le battaglie anche in oriente, dove aveva un ruolo e un luogo importanti nella preparazione delle battaglie. La sua immagine è ancora oggi è un simbolo potente che presenta varie letture di valore psicologico, energetico e spirituale. 

Approfondendo gli aspetti di questo Uccello di terra che annuncia il Sole e ci riporta alla realtà della Luce, quindi della coscienza, è importante evidenziare che è caratterizzato da un Fuoco di natura Yin, quindi discendente, femminile, interiore. Questo aspetto Lunisolare trasforma molto e amplia, trascendendola, la natura simbolica del Gallo, il suo lato marziale e guerriero. La celebre competitività di questo animale, che è disposto a morire in battaglia, possiamo intenderla come combattività interiore contro i nemici "interni", la nostra parte d'ombra che ci appesantisce e ci fa dormire rendendoci insensibili, quelle parti dormienti che non si svegliano neanche quando splende e ci scalda la nostra Stella più vicina. Siamo disposti a essere guerrieri/e della Luce per questo nuovo anno Lunare, indossare le piume del coraggio e librarci più in alto dello stato di coscienza in cui siamo, alleggerendoci e sopratutto ritrovando quei ritmi naturali che il Gallo scandisce così bene con il suo canto?
Questo anno Shao Yin collegato al Fuoco Centrale ci fa intuire dietro questo animale, quasi addomesticato ma mai domato, si designa un altro simbolo straordinario: quello della Fenice, l'Uccello di Fuoco che rinasce dalle sue ceneri. 


La Fenice è quella parte femminile della forza vitale primordiale che sa utilizzare la Luce della Coscienza per disfare la propria forma e rinascere in una nuova. Più che un simbolo la Fenice è un archetipo alchemico di morte e resurrezione, quindi di immortalità attraverso la purificazione e compare nella cultura cultura egizia legata al disco solare. 
Il suo piumaggio è dorato, azzurro, roseo, le sue ali sono in parte d'oro e in parte color porpora, il colore della trasformazione o trasmutazione.
Da un punto di vista Alchemico, attraverso un Fuoco Yin, caratterizzato quindi da una componente Metallo molto forte, che possiamo intendere come precisione o esattezza nell'agire, e aiutati dal coraggio e la costanza del Gallo, possiamo quest'anno intraprendere un viaggio di raffinamento della nostra Opera, che siamo noi stessi, per elevare la coscienza verso il volo più autentico dell'Anima.

Ana Cuenca






martedì 6 settembre 2016

Praticare Qi Gong come un'arte

Dal 21 Settembre 2016 riprendono i Corsi della Scuola Energia e Armonia. Per il nuovo ciclo 2016-2017 a Bologna praticheremo in una grande palestra tutte le arti classiche del Tao, la Palestra ATC di Via Saliceto: dall'Alchimia Interna, NEI DAN, al Bastone Cinese (GUNSHU) e alle forme di Kung Fu dell'antica scuola di Hung Gar, passando dalle forme di spada e dall'approfondimento del Qi Gong come nutrimento dell'energia vitale. Corsi anche a Vergato e Sasso Marconi.
"Il Tao di cui si può parlare non è la vera via. Ciò che si può denominare è solo transitorio. Il senza nome c'era prima che nascessero il cielo e la terra. Il denominato è la madre delle diecimila cose. Nel nulla vedrai le sue meraviglie, nelle cose vedrai i suoi confini. Questi due vengono dalla stessa origine, benché abbiano nomi differenti.
Emersero da un qualche luogo profondo e misterioso. Questo luogo profondo e misterioso è l'ingresso a tutte le meraviglie." Tao Te Ching, Lao Tzu