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martedì 20 maggio 2014

Luce Autentica tra Terra e Cielo

Zhen: Vero, Reale, Autentico

In questo mese in cui la luce del Sole continua a crescere, portando gradualmente, impercettibilmente, l'Energia Yang al suo massimo grado dell'anno,  è tempo di "raccogliere la luce" praticando Qi Gong. E' tempo cioè, di portare l'attenzione verso quegli esercizi nella pratica che ci permettono di assorbire e di portare in profondità le Energie sottili del Cielo che in questo momento è vicino, tanto da mescolare il suo Soffio Cosmico con i Soffi della Terra, facendo prosperare i diecimila esseri. 
Così anche noi, piccolo Yin, piccola Terra, possiamo essere ispirati dal Cielo per incamerare Luce, potenziare e vivere appieno la nostra Creatività e Ricettività insieme. Trovando l'equilibrio tra Cielo e Terra, tra il ricevere e il dare, tra il principio maschile e quello femminile, tra ciò che è sottile e ciò che è denso, impariamo ogni giorno qualcosa di più sulla Luce, se viviamo un'alba di montagna, un mezzogiorno in cui tramonta la luna e un crepuscolo dorato o argentato dalle tonalità forti di una tempesta. La luce va intesa come insieme di diverse vibrazioni di colori e in questo periodo dell'anno possiamo fare la nostra raccolta, utilizzando gli occhi come "raccoglitori", ma anche tutte le aperture sottili del nostro corpo da cui entra l'energia continuamente: il punto Ying Tang, fra i due occhi e i punti di entrata nelle mani  e dei piedi. Accogliamo, conduciamo, manteniamo e liberiamo per utilizzare questa Luce, ma possiamo in particolare anche portarla nelle profondità con le sequenze dell'Alchimia, secondo la scuola Ling Pao Ming, cioè la Chiarezza o Luce del Gioiello Scarlatto.
Possiamo trasformare la Luce Fenomenologica (cioè quella intorno a noi, dell'ambiente, luce passeggera come una corrente continua e inesauribile, come un Soffio Cosmico del Cielo) in Luce Autentica (cioè autentificare la Luce, renderla Autentica, Vera, Reale), possiamo appropriarci della Luce: Zhen Ming.
Portata nelle profondità dell'Essere la Luce diventa "propria", unica e solamente nostra, si fonde cioè con la nostra unicità, che è appunto, seguendo la logica delle parole, l'unica cosa Reale, Vera. La Verità.
Possiamo in questa stagione intraprendere un lavoro alchemico, in cui la raccolta della luce in abbondanza permetta anche di dare vita a trasformazioni alchemiche profonde attraverso le quali utilizzare questa luce per portarla nel Cuore e vedere il Mondo ed agire nel Mondo attraverso questa Luce del gioiello Scarlatto, attraverso cioè l'intelligenza del Cuore.
Spring Dawn over the Elixir Terrace, Yuan dynasty (1271–1368)



venerdì 2 maggio 2014

Poesia e Alchimia

Raccogliendo la Mente

1 Prima che il nostro corpo esistesse,
l'Energia Una era già lì. Come la giada, più splendente tanto è lucida, come l'oro, più luminoso tanto è raffinato.
2 Spazza l'oceano della nascita e della morte, rimani stabile dinnanzi alla porta della totale Maestria.
3Una particella nel punto dell'aperta coscienza, il fuoco gentilmente scalda.

Chen Yingning

Commento di Chen Yingning:
Prima che noi umani avessimo un corpo, avevamo quest'energia. ..
Questa "prima energia " non è dicotomizzata in opposti; quando diventa duale non può essere chiamata energia Una. Quando il Maestro Lao Tze parla di "raggiungere l'Uno" vuole anche dire raggiungere questa energia primaria. Per fare questo ci vuole un vero lavoro, non può essere fatto puramente speculando.
Quando gli alchimisti usano il termine "giada" intendono lo yin, lo Spirito, moderata concentrazione. Di solito "l'oro" sta per lo yang, significa energia, intensa concentrazione. Ma a volte ci sono delle eccezioni.
"Spazza l'oceano della nascita e della morte": L'oceano della nascita e della morte sono i pensieri delle persone.  I pensieri casuali arrivano da non si sa dove e in un istante arrivano e passano, impossibile fermarli del tutto. L'iniziare di un pensiero è "la nascita" , il passare è la "morte". Nello spazio di un solo giorno siamo nati e morti migliaia di volte; in questo modo "la trasmigrazione" è davanti a noi, senza bisogno di aspettare fino a quando moriamo per viverla.
Spazzare questo oceano della mente è facile da dire, ma non da fare. E' un metodo per unificare il pensiero, chiamato "rimanere stabili dinnanzi alla porta della totale maestria.
Questa porta è ciò che gli antichi Maestri chiamavano La Misteriosa Femmina, e nel taoismo veniva chiamata "l'apertura del passo misterioso". Zhang Boduan dice: "Questa apertura non è un'apertura ordinaria. E' fatta di creatività e recettività unite insieme. E' chiamata la tana dello spirito e dell'energia. In lei c'è l'essenza del desiderio e della ragione." Semplicemente è uno yin e uno yang, uno spirito e un'energia , è tutto. Se riesci a combinare lo yin e lo yang, spirito ed energia miscelati insieme, allora la sostanza del Passo Misterioso sarà stabilizzata.
Al verso 3, la "particella" è usata per simbolizzare la funzione estremamente sottile e fine che avviene quando lo spirito si congela nella tana dell'energia; lo spirito è all'interno dell'energia, l'energia avvolge lo spirito, ritirandosi secretamente dentro al deposito.
"Apertura" significa non rimanere attaccati alle forme degli eventi; e "coscienza" significa non cadere nell'oblio. Nell'ultimo verso "gentilmente" significa regolato ed armonioso; caldo vuol dire temperato tra freddo e caldo.

Tratto e liberamente tradotto da "Immoltal Sisters", Secrets Teaching of Taoist Women, di
Thomas Cleary, North Atlantic Book Berkeley, California

sabato 12 aprile 2014

Respirazione Raku- Raku

"Nel Qi Gong si usano svariati metodi di respirazione. Sembra che gli antichi sapessero intuitivamente che le condizioni della respirazione sono collegate alle funzioni autonome. La nostra respirazione si modifica per adeguarsi alle emozioni come la gioia, l'ira o il dispiacere. Si respira in modo diverso quando si ride o si piange, perchè non sarebbe possibile fare altrimenti. Se ci si innervosisce troppo prima di un esame, di un discorso o di una gara e la respirazione ne viene influenzata, probabilmente non si otterrà un buon risultato. La respirazione può influire sullo stato emotivo e mentale: molti sono ora i metodi proposti allo scopo di controllare i sentimenti, le attività mentali e persino l'energia vitale. 
Nel corpo umano, solo la respirazione viene controllata, in condizioni normali, da nervi sia volontari che involontari. Questa è una delle ragioni per cui i nervi involontari possono essere consciamente controllati modificando la respirazione, che può essere considerata un ponte tra consapevolezza e inconsapevolezza.
Metodi di respirazione potenziata possono migliorare efficacemente la circolazione sanguigna. Una respirazione adeguata favorisce il ritorno venoso e la circolazione del sangue attraverso tutto il corpo, modificando la pressione addominale. 
Il metodo di respirazione che io consiglio, è quello che segue:

Il metodo Raku-Raku di respirazione profonda

1. Espirate lentamente con la bocca aperta, come per sbadigliare
2. Pausa.
3. Espirate lentamente con le labbra arrotondate, come se voleste spegnere una candela.
4 Pausa.
5. Espirate l'aria che rimane nei polmoni con tre brevi, rapidi respiri, attraverso le labbra arrotondate.
6 Inspirate naturalmente. ( Raku-Raku in giapponese significa "facilmente")

Questo esercizio di respirazione può essere ripetuto con facilità tutte le volte che volete. Quando espirate con le labbra arrotondate si crea una pressione positiva proprio all'interno delle vie respiratorie. I polmoni sono situati in profondità nel corpo e non vengono facilmente ripuliti dalla respirazione ordinaria. La quantità di aria che vi rimane si chiama, in fisiologia respiratoria, "volume residuo". Espirando in tre volte, come detto sopra, potete eliminare proprio quel volume residuo.

Quando avrete appreso alla perfezione questo metodo di respirazione, sarete in grado di respirare con l'addome, senza sforzo. Concedete di tanto in tanto un'opportunità a questo metodo, specie quando vi sentite particolarmente affaticati: vi darà una sensazione di calma e di sollievo."

Tratto da "Guarire con il Qi" di Toshihiko Yayama

lunedì 24 marzo 2014

Una volta yin una volta yang, è così che funziona

Possiamo riassumere yin yang con una frase celebre dell’Yijing: "Una volta yin una volta yang, è così che funziona”. 
Nella scrittura i cinesi hanno inventato delle rappresentazioni astratte di yin e yang. 
In occidente siamo abituati a pensare con immagini astratte, mentre i cinesi sono abituati a pensare per immagini naturali, ma in questo caso sono arrivati a un’astrazione (Yin: disegno doppio, rapporto con il ritmo, la ripetizione, il tempo.
 Yang: un tratto con un solo movimento, azione unica, concentrazione di forze). 
Soltanto guardando i tratti possiamo cominciare a dire che yin corrisponde a difesa, cioè diluire le forze nel tempo, mentre yang corrisponde a attacco, cioè concentrazione di forze in un punto.
 Ai cinesi piacciono i numeri. Siccome hanno una concezione ritmica della vita, i numeri li aiutano a trovare dei punti di riferimento a questi ritmi, allora yin corrisponde a 2 e a tutti i numeri pari e yang al numero 3 e i dispari.
 Perché non al numero 1? Il difetto di 1 è che descrive l’inizio. La ricerca delle origini è una malattia dello spirito, malattia che gli indoeuropei hanno da tanto tempo. In Cina la parola Dio-creatore non esiste. All’inizio c’era l’impulso. Quindi l’1 si lascia da parte.
 Si inizia dallo yin. Ogni cosa comincia sempre con un tempo yin, è un detto cinese. Questo vuol dire che non possiamo dire mai quando qualcosa è cominciato.
L’anno nuovo è chiamato dai cinesi ‘festa della primavera’, mentre per noi la primavera inizia il 21 marzo, periodo che è invece verso la fine: corrisponde all’apertura del bocciolo, all’esplosione, all’inizio della parte yang, visibile, della primavera. Che è preceduta da una parte yin, che però non si sa quando è cominciata, perché è avvenuto sotto terra. Esempio: ideogramma ‘legno’, la forma antica mostra un tronco, rami e radici. Per noi invece in genere il disegno di un albero non mostra le radici, mentre nell’ideogramma ci sono.
Nell’ideogramma di ‘erba’ non ci sono radici, perché l’erba cresce solo in primavera e estate, mentre gli alberi crescono tutto l’anno, in estate vanno verso l’alto e nell’inverno vanno verso il basso, durante l’inverno l’energia si accumula nella terra. C’è un momento in cui questo movimento si inverte e l’energia comincia a montare verso i rami, questo momento è l’inizio della primavera. Quando si arriva in alto è la parte yang della primavera, quella che conosciamo tutti; e dato che questo cambiamento avviene dentro alla terra non si può sapere quando avviene esattamente, solo il periodo. Infatti la ‘festa della primavera’ è mobile, mai prima del 7 gennaio e mai dopo il 15 febbraio.
Poi c’è la festa della luna piena d’autunno.
 Associare il numero 3 allo yang ci dà un’immagine molto interessante: yin e yang non sono opposti, ma variazioni, e – osservando il disegno della linea yin e di quella yang – si nota che la variazione avviene su un terzo soltanto, quando è vuoto è uno yin, quando è pieno è uno yang.
 Traduzioni come uomo e donna sono pessime, uomole donna sono le caratteristiche più fisse sulle terra, tranne poche eccezioni si nasce uomo e si muore uomo, idem donna.
 Più interessante ancora: yin e yang non sono uguali.
 Il disegno del dao, con yin e yang che nascono uno dall’altro, il taijitu, compare nel 12° secolo. Ci piace molto, è molto greco, è geometrico, piace alla nostra logica, ma ha il difetto di farci credere che yin e yang siano equivalenti.
 La linea curva ci dice che lo yin è sempre lì e lo yang è quando succede qualcosa che ce lo fa dimenticare. Lo yin riguarda la struttura, lo yang il cambiamento e il movimento, ma non ci può essere movimento se non c’è struttura. L’ho capito da mia figlia a sette anni mi chiede ‘dove vanno le stelle di giorno’ le stelle sono sempre lì ma il sole impedisce di vederle.
 Nel taijichuan e nel Qi Gong prima dell’apertura c’è l’immobilità, la coscienza dei piedi e del suolo, cioè le radici dell’albero, i due punti di appoggio dello yin, poi facciamo dei movimenti, i piedi continuano a toccare il suolo, ma lo yang ci fa dimenticare lo yin.
Il segno dell’albero, per via di  ciò che rappresenta, è stato scelto per dare il nome all’energia della primavera. Quando si dice ‘legno’ e non ‘albero’ si pensa con il modo greco e non cinese.
 


La linea yin rappresenta una forza centripeta, dobbiamo immaginarla come animato, e il movimento fa sì che i due bordi dei tratti si avvicinano, i due pezzi si avvicinano, diventano continui, cioè una linea yang. Quindi compare una forza centrifuga, che stira la linea, e si forma un buco, che diventa sempre più grande, cioè si apre e si forma linea yin, che comincerà a avvicinarsi, e così via.
 C’è una preparazione lenta nell’avvicinarsi e nell’allontanarsi, e poi c’è un passaggio che avviene di colpo. Ciò avviene in tutti gli eventi biologici, e psicologici. 



Fonte: Il senso dell’Yijing: un ponte tra tradizione teorica e pratica della consultazione, 
di Letizia Frailich

 

domenica 2 marzo 2014

Chun, la Primavera



“I tre mesi della primavera rappresentano il tempo del rinnovamento: il vecchio e lo stantio si disperdono, il cielo e la terra vengono alla luce e ogni cosa sboccia. Riposa la notte e alzati presto, cammina liberamente a grandi passi attraverso il cortile, lascia i capelli giù e abbandonati nella tranquilla emozione di una passeggiata mattutina; così è come se elevassi i tuoi spiriti in primavera. Incoraggia tutta la vita e non uccidere, si generoso e disponibile, dai liberamente e non punire. Questa è la via per onorare il Qi della primavera e nutrire la vita durante questa stagione".
 
Dal Zunsheng Bajian di Gao Lian, 1575 d.C
  

La primavera è simboleggiata nella scrittura cinese dall'ideogramma Chun, che indica il germogliare di una pianta sotto l’influenza di un calore modesto del sole ancora basso.
L'est- Dong è il levante, il sole che si alza e innesca il risveglio degli esseri viventi. L’ideogramma  indica un sole inscritto dentro l’albero; antiche leggende cinesi narrano che durante la notte il sole si riposava dentro un albero, come quando in primavera il sole è percepibile all’interno degli esseri per farli risorgere. Quando il sole si alza tutti si svegliano, la mattina o in primavera; ciò che era a  riposo si inizia svegliare e ciò che era ritirato e nascosto comincia ad apparire con vigore ed entusiasmo. Dong significa anche mobilizzazione; vedremo come la sua evocazione sia fondamentale dal punto di vista pratico, per imprimere vitalità al nascere e al crescere del movimento.

Il vento - Feng: l'ideogramma ne contiene un altro interno che indica la presenza di piccole bestiole o insetti (vermi, formiche..) che sono come portate via dal vento. Feng indica una forza che evoca il risveglio degli insetti in primavera, qualcosa di nuovo che inizia e che si annuncia.
Vento che annuncia la primavera che fa muovere, che anima ed eccita, che stimola, che trasporta i semi e fa volare i pollini; il vento che porta troppo diventa un vento che ruba, che toglie, che prende i soffi e li spoglia di vitalità, può anche schiarire e ripulire.
Negli esercizi il vento è potentemente evocato per esprimere la purificazione e il movimento del legno ma anche per evidenziare un cambiamento da un movimento all'altro o ancora per esprimere un'apertura nello spazio circostante della parte alta del corpo e delle braccia, come ripulire il cielo dalle nuvole muovendosi nelle otto direzioni.

Il drago verde che si risveglia in primavera evoca l'inizio dell'anno cinese. Si compara la luna piena del nuovo anno ad una perla che esce dalla sua gola; quando la perla è uscita il drago si agita e non dorme più.Ciò che si chiama il drago-germe è lo yang in seno allo yin: così quando il drago si alza le nuvole salgono.” Questa citazione estratta dagli “Annali della primavera e dell'Autunno”, evoca sia il piccolo yang in seno allo yin, sia l'acqua/yin attivata segretamente dallo yang: essa forma delle nuvole e sale. L'immagine del drago è spesso presente nel Qi gong, quando si vuole evocare la liberazione del movimento e/o la sua ascesa verso il cielo. In particolare il drago verde è rappresentato a sinistra come forza mobilizzatrice dello yin ed è in relazione con il punto di “entrata” dell'energia della mano. La stessa immagine è suggerita dalla linfa nei vegetali e del sangue nell'uomo, dallo sgorgare della vita e dal desiderio nella natura intera: è questo il movimento creatore che anima l'acqua e si dirige verso il fuoco, è il soffio che vive nel fegato dell'essere umano e lo fa vivere. Opporsi alla sua ascesa, al “curare la nascita”, a “nutrire l’impulso dello yang”, può esporre a irrigidire in sè i rapporti energetici, può raffreddarci. Gli stessi principi sono alla base dei movimenti psicofisici del Qi gong, che invita a promuovere la libera circolazione dell'energia nell'organismo a partire dal movimento. 



domenica 23 febbraio 2014

Lo Spirito che fa sognare

 
 
“Cio` che segue fedelmente lo Shen 
nel suo andare e venire denota lo Hun” (LS,cap.8)



 

Hun è l`aspetto dello Shen che “si curva e si raddrizza", è il Legno, la primavera, vive nel Fegato, ed è legato ad una idea di flessibilità ed ascesa. Lo Hun è connesso allo Yang, al Cielo, e per questo ha la tendenza a salire verso l`alto. Questa è la sua natura, che deve essere controbilanciata da un saldo radicamento nello Yin, altrimenti potrebbe tendere a  "ricongiungersi al Cielo”, da cui è stato emanato, prima del suo tempo, e questo potrebbe portare alla pazzia o anche alla morte (secondo i testi classici).
Lo Hun o meglio gli Hun (è un concetto plurale, traducibile con il termini "spiriti") sono come aquiloni che anche un sottile vento può far volare, e devono volare, ma hanno bisogno di essere trattenuti da un filo robusto, altrimenti potrebbero perdersi per sempre. Questo legame che li radica è l`Organo Fegato, Yang nelle sue manifestazioni, ma profondamente Yin nella sua origine. Si parla infatti, in questo caso, di Fegato Yin, generato dal Rene Yin, così come la primavera trae origine dall'inverno. Hun è il primo atto creativo, così come la primavera è la "creazione" dell'anno e come gli anni si susseguono gli uni agli altri così lo Hun ricompare vita dopo vita.
Lo Hun, provenendo dal Cielo, resta collegato con i piani più sottili e universali. E' questo che di notte, a volte, si stacca dal corpo per compiere viaggi in altri mondi. Ad esempio quella sensazione di "galleggiare" al momento di cadere addormentarsi è il distacco dello Hun. A un andare e venire che non fa rumore. Gli Hun  compiono voli misteriosi e lontani, sopratutto di notte quando si entra in un mondo in cui si dissolvono i limiti razionali del giorno raggiungere gli aspetti piu profondi del nostro essere. Questo andare e venire è sottile, ma anche molto delicato. Al ritorno dai loro viaggi, porteranno doni meravigliosi che si chiamano fantasia, creatività, ideazione e illuminazione. Si dice anche che lo Hun ha un rapporto di andata e ritorno con lo Shen. Più il Cuore è calmo e sereno, tanto piu gli Hun potranno volare liberamente e lontano, senza danni.

venerdì 17 gennaio 2014

Anno del Cavallo che vola tra le nuvole

Secondo la tradizione Mongola, all'alba del 31 Gennaio, all'apparire della prima falce di luna, l'energia sfolgorante del Cavallo di Legno Jia Wu comincerà a dispiegare le sue ali: entreremo nel nuovo anno Lunare, il 4712 secondo l'antico calendario imperiale Cinese.
Dopo due anni caratterizzati dall'elemento Acqua, nelle sue qualità Yang del Drago e Yin del Serpente, l'energia ascendente del Legno combinata alla Potenza del Cavallo è favorevole a ogni tipo di risalita e di slancio, potremo usufruire di una grande spinta cosmica verso la crescita e la manifestazione.
Chi conosce il cavallo sa bene che è fondamentale imparare il suo linguaggio per poter comunicare senza sforzi, presupposto indispensabile per avere un alleato di viaggio efficace e affidabile. E non serve urlare per dare un comando, con il cavallo basta sussurrare, spesso solo produrre una melodia, perchè ha una percezione molto più sottile della realtà, nonostante il suo peso imponente. Il cavallo è un simbolo solare dalla più remota antichità, è Yang, è Fuoco e quindi Puro Spirito. E' simbolo del Potere in tante culture e civiltà, per gli indiani d'America significa in specifico la Responsabilità nell'esercizio del Potere. L'essere Umano, a cavallo dello Spirito, può arrivare a toccare e scorgere vette che vanno oltre i suoi limiti e Trasmutarsi, attraverso la Luce Solare, in tutte le accezioni che possiamo dare a questo termire: Trasmutazione Alchemica, Guarigione, Consapevolezza. Ma per non cadere e interrompere il viaggio è necessaria una sua costante presenza in ogni movimento, anche il più veloce e imprevedibile. Per questo conviene conoscere molto bene l'animale, tanto quanto lui conosce noi, hanno un'ottima memoria! Domare il proprio cavallo significherà in questo caso armonizzarsi a terra, stabilire un rapporto di rispetto e di costruzione di un linguaggio, prima di salire e poter fare un percorso. Prima di tutto quindi, la conoscenza di ciò che c'è già e l'accorgersi del nostro potenziale. Imparare a condurre, guidare l'energia. Sapere, innanzi tutto, con assoluta certezza, che guidiamo noi, e che se il nostro alleato cavallo ce lo insegna nell'eleganza, oltre che nel pericolo, una volta appreso, possiamo cavalcare energie più grandi e selvagge, una tigre, o un orso, perchè no, un drago. Dipende. Si tratta di domare le proprie paure. Guidare, condurre, è il compito della volontà, e il cammino si dipana davanti a noi via via che lo percorriamo. Come l'energia Qi nel nostro corpo si dipana via via che la conduciamo con certi movimenti armonici.
Ma attenzione! Per emergere nei Mondi Solari le creature devono essere pronte, la vita che si manifesta è messa alla prova. Il Cavallo di Legno va verso il Sole ( Fuoco, Sole, Oro) ma  resta collegato al mondo materiale  (Luna, Metallo, Giada, Argento). E' uno splendido cavallo LuniSolare, con cui passeggiare tra le nuvole e scorgere i nostri desideri/sogni/progetti che da quaggiù non è facile distinguere...