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giovedì 29 gennaio 2015

Buon Anno della Capra Verde


"QingYang" Capra Verde a Chengdu - Sichuan

Il 19 Febbraio 2015 non appena spunterà il primo spicchio di luna crescente all'orizzonte entreremo nell'anno lunare 4713 secondo il Calendario Cinese. Sarà l'anno della Capra di Legno, detta anche Capra Verde che è il nome del Tempio Taoista più antico di tutta la Cina e si trova nella città di Chengdu, nello Sichuan.
In questo Tempio si trova la sola copia esistente e originale del Daozhang Jiyao, il "Canone Taoista" che comprende circa 1100 incantesimi (Fu Lu) taoisti che fanno sempre autorità tra i "praticanti del Tao" (Daojiao). Si afferma che in questo Tempio Lao Tseu dettò il Daodejing (Tao Te King) al suo discepolo Guangling Ying Xi, il "Guardiano del Passaggio".
La sua particolarità è di possedere, di fronte alla sala principale, due statue di capre in bronzo. E' la ragione del suo nome. Qing in cinese significa "blu-verde", è il colore del turchese e dei Draghi.
Si potrebbe trattare di "capre verdi", che corrisponde al colore del legno, ma anche di "capre-draghi". Portano fortuna e toccarle permette di evitare la malattia per un anno!
Sono proprio rappresentative  del nostro animale emblema dell'anno, se le osservate bene non hanno gli zoccoli ma zampe di Tigre o di Drago!
La capra è il simbolo di un animale inafferrabile, composto da varie nature, che ha un grande potere  e una natura indomabile con cui conviene allearsi. Il suo significato esoterico è proprio nel suo essere composto da varie nature e cangiante.


Una capra e un montone: concordia
pace e alleanza delle buone volontà
Il carattere Yang che designa l'animale simbolo è uno dei più antichi sigilli della Cina. Designa un animale con le corna altro che il bue (bue d'acqua, bufalo, Bue della montagna, lo Yak) e la lumaca!
Quindi bisogna intendere le capre, ma anche un montone, una pecora, un ariete, un caprone, un daino, un camoscio, un cervo e anche un' antilope.
Come il suo compare il Cavallo è pericoloso davanti - attenzione alle corna - e pericoloso dietro - attenzione ai colpi di zoccoli - ma contrariamente a quest'ultimo è impraticabile nel mezzo...Inutile cercare di cavalcarlo. Quindi non sarà facile da vivere se si tenta di prenderlo di forza. Meglio saperlo abbordare prendendolo per i sentimenti o, eventualmente, facendogli qualche complimento.
Sapendo che ha una pelliccia ricercata da sempre diffida di quelli che cercano di accarezzarlo o di spazzolarlo nel senso contrario del pelo. Ma, ciò che non incita la sua sfiducia, lo fa sentire al sicuro e divenire socievole e addirittura affascinante.
E' un animale fortunato, creativo, colto e spensierato. Ma a volte manifesta una certa ansia e senso acuto del territorio e del limite che non conviene mai oltrepassare. Si tratta, in qualche modo, di creare una zona di sicurezza essenziale alla propria pace interiore, alla propria "zenitudine" programmata. Il semplice fatto che qualcuno possa attentare a questa sicurezza in maniera consapevole o inconsapevole può generare immediatamente una reazione brutale.
Un proverbio corso dice: "Non ti fidare della capra che indietreggia!" perché è per portare a segno meglio il proprio colpo di corna nel naso del suo interlocutore che si fida un po' troppo. Con la capra è sempre meglio sapere dove si mettono i piedi. L'omonimo tra Yang (Montone o Capra) e Yang (YIN/YANG) fa sì che rappresenti anche l'energia solare, la forza vitale e il principio maschile.

 

La capra e gli altri suoi simili cornuti hanno una tendenza critica che li differenzia dal fare scelte di "gregge" o da pecore. Non si lasciano troppo impressionare o influenzare dall'opinione generale. Conviene saper temperare (agire con la terra) piuttosto che "restringere" o limitare" (azione del Metallo).

L'anno 2015 appartiene principalemente all'elemento Legno.
Si tratta, infatti di un anno Yi Wei. YI (I) rappresenta il secondo dei "Dieci Tronchi Celesti" (Tian Gan) e designa una persona che esita ma anche un germoglio che si apre o un segnale che lasciamo in un libro.
Ritroviamo il carattere Wei nel Wei Ji, il 64 esimo esagramma del Yijing: "prima del compimento". Questo carattere, se si accetta la sua "gamba" centrale è, vicino al carattere Fu che rappresenta l'essere umano realizzato che ritroviamo in "Gong Fu" o Kung Fu, la realizzazione attraverso il lavoro, l'opera compiuta e per estenzione l'arte Cavalleresca o "Marziale".
Il Montone (o la Capra) rappresenta il numero 8 come animale ciclico e Wei l'ottava delle 10 Tronchi Terresti, questo significa 8x8 il sessantaquattresimo e ultimo esagramma del Yijin: "Tutto è ancora da fare"! 
Quindi tutto un programma!  


Si tratta di un anno Tai Yin corrispondente al doppio Yin nell'energia Celeste. Tai Yin nel Cielo è simbolo di freddo e umidità. Per fortuna questo è equilibrato da una energia terrestre di Fuoco che si evolve verso la Terra. La Terra permette di assorbire il surplus di "Acqua che scorre" e di evitare che questa non provochi delle inondazioni.

 Ma esiste ugualmente un'opposizione di asse verticale tra L'acqua (Il Nord o Nadir) e il Fuoco (Sud o Zenith). Acqua e Fuoco vanno d'accordo solo se tra di loro si interpone il Metallo come un Calderone.
Il Metallo corrisponde all'organizzazione, al rigore, alla decisione. Se il Metallo è presente tra il Fuoco e L'Acqua allora ci sarà naturalmente proiduzione d'Energia (Qi= vapore, per estensione soffio e vitalità).
Sarà dunque necessario di controllare bene, grazie al Metallo e alla Terra, gli straripamenti dell'Acqua e le espansioni del Fuoco.


"San Yang Kai Tai" Rinnovamento Primaverile

Tre capre insieme ai fiori è simbolo di grande rinnovamento e fortuna. Come dice un proverbio, rifarsi la salute o rifarsi una fortuna, la Capra della Primavera sa rinnovarsi e acquistare così una nuova forza.


Estratto e tradotto da 

http://www.tao-yin.com/astrologie/chevre-bois_2015.html

del Maestro Georges Charles

martedì 16 dicembre 2014

Riflessioni sul linguaggio

Se il linguaggio è inquinato lo sono anche i pensieri. Come possiamo pulire e trasformare l'inquinamento delle parole che a volte nella società contemporanea determina una vera e propria manipolazione della realtà? 
Forse dobbiamo ritornare alla radice del linguaggio ed immergerci nelle profondità del tempo ritrovando e avventurandoci in quell'immagine primordiale, tale come è disegnata nell'ideogramma cinese, ma anche nel geroglifico egiziano o nei glifi Maya.
A questo proposito propongo una lettura di Ernest Fenollosa, orientalista americano che visse a lungo in Giappone e in Cina alla fine del XIX e inizio XX secolo. 
Eccone un estratto significativo:

"La forma della frase è stata imposta dalla natura stessa. Non siamo stati noi a crearla; era un riflesso dell'ordine temporale in rapporto alla casualità. Tutta la verità deve essere espressa mediante le frasi, perchè ogni verità è trasferimento di potere. Il modello della frase in natura è come il lampo, passa tra i due termini, la nuvola e la terra. Nessuna unità del processo naturale può essere meno di questo. Ogni processo naturale, nella propria unità, è proprio questo. Luce, calore, gravità, affinità chimica, volontà umana, hanno questo in comune: ritrasmettono forza. (...)

Generazione Ideogramma Yang

Generazione Ideogramma Yin

In natura non c'è negazione, non c'è alcun possibile trasferimento di forza negativa. La presenza di frasi negative nel linguaggio sembrerebbe rinforzare il punto di vista dei logici, che l'asserzione è un atto soggettivo arbitrario. Noi possiamo affermare una negazione nonostante la natura non possa farlo. Ma anche qui la scienza viene in nostro soccorso contro i logici: tutti i movimenti in apparenza negativi o distruttivi mettono in gioco altre forze positive. (...) L'annientamento richiede una grande forza. Perciò potremmo supporre che, se si potesse ripercorrere la storia di tutte le particelle negative, scopriremmo che derivano da verbi transitivi. 
E' troppo tardi per dimostrare tali derivazione nelle lingue ariane, ne è stata persa la chiave, ma in cinese possiamo ancora osservare concezioni verbali positive trasformarsi nelle cosidette negative.
Così in cinese il simbolo che significa "sperduto nella foresta" si riferisce a uno stato di non esistenza. L'inglese "not" (non) equivale al sanscrito "na" che ha origine nella radice na, essere sperduto, perire. Al termine viene l'infinito che sostituisce a un verbo di volore specifico la copula universale "è", seguita da un nome o un aggettivo. (...) Questa è un'estrema debolezza del linguaggio. Deriva dal generalizzare tutte le parole intransitive in una sola. Come "vivere", "vedere", "camminare", "respirare", sono generalizzati in stati per omissione dei loro oggetti, così questi verbi deboli sono ridotti a loro volta allo stato più astratto, cioè al semplice esistere.
In realtà non esiste nessun verbo come pura copula, non esiste una concezione così originaria. La nostra stessa parola esistere significa "porsi in avanti", cioè mostrare sé stessi come atto definitivo.
"Is" deriva dalla radice ariana "as", respirare. "Be" (essere) dalla radice "Bhu", crescere.
In cinese il verbo principale per "è", non solo significa anche "avere", ma attraverso i suoi derivati, esprime qualcosa di ancor più concreto, vale a dire "afferrare con la mano la luna".


Ernest Fenollosa, L'ideogramma cinese come mezzo di poesia, 1918 
Tradotto da Silvia Galimberti per Luni Editrice 2014

"Sulle colline il vento fa ondeggiare l'erba. Sul foglio la mano muove il pennello."


Le immagini provengono da:
andreamascaro.blogspot.com e www.tiandihe.org

lunedì 8 dicembre 2014

Acqua che cammina

Gun Shu spontaneo

Libertà di Agire
  






Il Corso di Gun Shu si tiene ogni Lunedì alle ore 18.00 c/o la Palestra 23 
dello Stadio di Bologna

martedì 2 dicembre 2014

Solstizio 冬至

Stiamo vivendo il periodo dell'anno in cui la luce si raccoglie nel ventre della terra, si concentra nelle radici degli alberi e come un tesoro è ben custodita dove inizio e fine coincidono. Anche nel nostro corpo l'energia vitale scende in profondità, seguendo l'impulso discendente che da Shao Yin (piccolo yin) arriverà poi a Tai Yin (grande yin), e a livello elementale viviamo il passaggio dal Metallo all' Acqua. Con la pratica in questo periodo portiamo quindi più energia nelle profondità del nostro essere, nelle ossa e articolazioni in particolare a livello fisico, mentre a livello più sottile - energetico - portiamo luce nel nostro inconscio o parte inconsapevole e lavoriamo sulle nostre rigidità mentalli per non bloccarci. A livello spirituale il lavoro è quello di preparare le condizioni affinché la luce si manifesti chiaramente in noi, portandoci una Rivelazione. Così il Tao si manifesta all'Essere Umano per alcuni istanti, solo a tratti si Rivela, o si Svela, la Luce dello Shen (Spirito) che riesce a togliere per un istante dai nostri occhi interiori ed esteriori il Velo della Separazione o dell'Illusione. E meno luce c'è all'esterno più facile sarà cogliere l'essenza della nostra propria Luce, la Luce autentica Zhen. Accediamo a quell'energia, a quella luce, di cui abbiamo fatto raccolta durante il periodo dell'anno in cui ce n'era in abbondanza, intorno al Solstizio d'estate (vedi il post Luce autentica tra Terra e Cielo).
Nella pratica del Qi Gong San Yi Chuan troviamo un esercizio che ci permette di prendere consapevolezza sui tre livelli della pratica (fisico, energetico e spirituale) dei micro e macro cicli stagionali: si chiama "Crescita dello Yang e Crescita dello Yin".
Vediamo che lo Yang, che corrisponde al Sole, cresce davanti (nella parte organica) e scende dietro (lungo la schiena), mentre lo Yin, che corrisponde alla Luna, cresce sulla schiena e scende davanti. Queste due circolazioni energetiche rappresentano anche come si muove l'energia negli uomini e nelle donne, ma è stato dimostrato che in realtà è molto variabile perchè ci sono donne con una circolazione Yang e uomini con una circolazione Yin e inoltre possono variare a seconda dei momenti della vita. (lo conferma il medico giapponese Toshihiko Yayama, in Guarire con il Qi, ed. Mediterranee)
In questo esercizio notiamo che, nonostante le direzioni diverse, gli estremi si toccano sempre. La postura  del Solstizio d'Inverno coincide infatti con quella della Luna Nuova, ed è insieme fine di un ciclo ed inizio del successivo: nel massimo momento dell'oscurità  nasce quindi la nuova Luce e un nuovo Tempo. (Coincide anche la Luna Piena con il Solstizio d'Estate, da cui comincia la decrescita di Yin e Yang).
Quest'anno nei giorni intorno al Solstizio 21-22 e 23 Dicembre avremo questa coincidenza importante: la Luna sarà nuova e vivremo un momento di estrema oscurità solare e lunare: questo ci permetterà di  vedere molto più nitidamente le Stelle e di stare in contatto con l'Orsa Maggiore, che è la costellazione verso la quale ci si rivolge per praticare ed è la Porta del Cielo del Nord, la nostra radice Celeste.
TOU TCHAO
Meditazione Solitaria
La Nona delle Dieci Tavole di Addomesticamento della Vacca
Luni Editrice

martedì 18 novembre 2014

Armonia

Armonia
"L'armonia è necessaria per la prosperità delle cose. L'uniformità al contrario ostacola tutte le cose.
L'armonia consiste nell'Unità delle differenze. Soltanto quando questa unità esiste le cose possono prosperare e possiamo trarne vantaggio. Al contrario l'accumulo di cose tutte identiche non porta a nient'altro se non al disastro".
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Li Ao (772 836) 
"Ritorno alla natura agraria" (Fuxing Shu). 


  L'uniformizzazione (la messa in uniforme) è catastrofica!
Georges Charles

giovedì 30 ottobre 2014

Wu Wei, il Non Agire

La prima posizione della pratica del Qi Gong è il Wu Ji. Nel Wu Ji portiamo il respiro nel Dan Tian, focalizzando la nostra intenzione nella zona del Qi Hai e portando l'attenzione all'interno.Gradualmente ci svuotiamo dai pensieri che ci portano via dalla presenza nel qui e ora e gradualmente, attraverso un respiro che si fa sempre più embrionale, raggiungiamo uno stato simile al Wu Wei, dove tutte le possibilità sono presenti ma nessuna azione è in atto. E' uno stato in cui sperimentiamo uno dei cardini della filosofia Taoista.

Il Wu Wei può essere inteso come un'azione non-duale, che è l'azione in cui non esiste separazione tra il soggetto e l'oggetto.L'azione della non-azione si realizza quando non c'è alcuna differenza tra il sé e il mondo, tra la consapevolezza di un agente che compie l'azione e l'azione oggettiva che è compiuta. L'agire risulta senza sforzo perché l'agente coincide con l'azione stessa.

Il wei wu wei taoista è il rifiuto da una parte di un'azione oggettiva e dall'altra di un soggetto agente; il dualismo sorge perché l'agire tende a un risultato, alla realizzazione di uno scopo che si ha in mente. L'unica via per trascendere il dualismo del sé e dell'altro è di agire senza intenzionalità, senza l'attaccamento a un fine progettato. Svanisce allora quella frattura tra la mente che si prefigge una meta e il corpo utilizzato per ottenere quel risultato.
L'apparente paradosso del wei wu wei si risolve alla luce della non-dualità dell'agente e dell'azione oggettiva; solo nell'agire non-duale scompare il senso di consapevolezza dell'ego al di fuori dell'azione; risulterà a questo punto automatico l'adeguarsi al corso naturale degli eventi e alla spontaneità della natura.

Il wu wei, l'agire taoista, richiede la massima attenzione in ogni circostanza; la mente, hsin, termine che in cinese letteralmente significa cuore e che nell'antica Cina indicava l'organo di pensiero, deve essere perciò sgombra da qualsiasi interferenza che ne oscuri la lucidità, e viene così paragonata da Chuang-tzû a uno specchio che riflette chiaramente la realtà circostante:

«...L'essere umano realizzato usa la mente come uno specchio; non accompagna le cose come vanno o le accoglie come vengono, egli reagisce e non trattiene. Perciò è in grado di conquistare le cose senza patire una ferita...»

L'essere umano realizzato è il saggio, la cui mente riflette come uno specchio la situazione che si presenta di volta in volta senza trattenere le valutazioni che confondono la chiarezza di visione.
I riferimenti a hsin sono quasi tutti associati al saggio illuminato, la cui differenza dagli altri uomini risiede nell'uso della mente, nella sua capacità di rispettare lo spontaneo armonizzarsi della natura, in grado di praticare l'atteggiamento mentale del "sedere e dimenticare", consistente nel rimuovere quei pensieri che creano fratture tra l'essere umano e il corso naturale, tra l'Unità e la Molteplicità.

Il "dimenticare" o il "purificare la mente", renderla limpida come uno specchio, sono il solo mezzo attraverso cui si possa realizzare il wu wei, e così conformare se stessi alla spontaneità del Tao, evitando di stabilire distinzioni assolute e regole artificiose che fanno perdere di vista l'Unità del cosmo e la sua fitta rete di correlazioni, le quali, se rispettate, non possono non fare agire l'uomo nel modo migliore.

«...Così è detto del saggio: nella sua vita procede con il Cielo, nella sua morte si trasforma con le altre cose. Nella calma condivide il Potere di Yin, nel moto condivide l'impulso di Yang. Non si muove per primo per trarre vantaggio, non prende precauzioni per evitare guai: solo se stimolato reagisce, solo se spinto si muove, solo se è inevitabile si erge. Rifiutando la sapienza degli antichi, prende a modello il Cielo...»

Prima di reagire il saggio rispecchia ogni situazione com'è obiettivamente; come uno specchio quindi riflette solo il presente, non è saturo di informazioni trattenute dal passato con il rischio di rimanere intrappolato in atteggiamenti obsoleti; e non è neppure proteso verso il futuro, con l'intenzione di raggiungere una meta precedentemente stabilita. Il saggio allora non viene distratto da fuorvianti tensioni e percepisce ogni circostanza come nuova:

«...Kuan-yin diceva: "Non fermarti in posizioni fisse: le cose come prendono forma si manifestano. In moto sii come l'acqua, in quiete sii come uno specchio, rispondi come un'eco"...»


 

giovedì 2 ottobre 2014

La Festa di Metà Autunno


 



 La Festa di Metà Autunno (中秋节 Zhōngqiū Jié), anche conosciuta come la Festa della Luna o Festa delle Torte Lunari, cade il quindicesimo giorno dell’ottavo mese di ogni anno lunare cinese.
Insieme al Capodanno Cinese, la Festa di Metà Autunno è una delle due più importanti feste tradizionali in Cina, risalente a più di tremila anni fa, quando l’espressione “metà autunno” apparve per la prima volta nei Riti di Zhou, una raccolta di rituali della Dinastia Zhou (1045-221 a.C.).
Dopo aver terminato la stagione di raccolta estiva, è il momento ideale per le persone festeggiare nel giorno in cui la luna è di solito al suo massimo e la più brillante.
La prima versione racconta che Houyi era un essere immortale, mentre Chang'e era una bellissima fanciulla che lavorava al palazzo dell'Imperatore di Giada (caratteri cinesi: 玉帝; pinyin: Yùdì) come ancella della moglie dell'imperatore, la Regina Madre dell'Ovest. Quando i due si innamorano, Houyi si attira le gelosie degli altri immortali, che lo calunniano di fronte all'Imperatore di Giada. Houyi e Chang'e vengono quindi banditi dal regno del cielo e costretti a vivere come mortali sulla Terra. Per sopravvivere, Houyi deve iniziare a cacciare e diventa un provetto arciere.
In quell'epoca esistevano dieci soli, che avevano la forma di uccelli a tre gambe e vivevano su un albero di gelso nel mare orientale. Ogni giorno uno degli uccelli doveva viaggiare intorno al mondo su carro condotto da Xihe, la divinità "madre" dei soli. Un giorno, tuttavia, tutti e dieci i soli decisero di viaggiare insieme, di conseguenza la terra iniziò a bruciare. L'imperatore Yao, all'epoca imperatore della Cina, comandò a Houyi di usare le sue abilità nel tiro con l'arco per uccidere tutti i soli tranne uno. Avendo completato con successo la missione, Houyi venne ricompensato dall'imperatore con una pillola che garantiva l'immortalità.
L'imperatore avvisò Houyi di non consumare la pillola immediatamente, ma di prepararsi pregando e digiunando per un anno. Houyi riportò quindi la pillola a casa e la nascose sotto un'asse di legno, finché un giorno non fu nuovamente chiamato al cospetto dell'imperatore Yao. In assenza del marito, Chang'e notò una strana luce bianca emanare da sotto uno degli assi di legno, e scoprì quindi la pillola. Inghiottendola, si rese presto conto di poter volare. Quando Houyi tornò a casa e si rese conto di ciò che Chang'e aveva fatto, iniziò a sgridarla, al che lei scappò in cielo volando via dalla finestra.
Houyi riuscì a seguirla fino a metà strada attraverso i cieli, ma fu costretto a tornare sulla Terra a causa dei venti troppo forti. Chang'e infine raggiunse la luna, dove tossì via una parte della pillola non riuscendo più a volare. Chiese quindi al coniglio bianco che viveva sulla luna, colui che preparava le erbe medicinali per gli dèi, di prepararle un'altra pillola per poter tornare da suo marito sulla terra.
La leggenda narra che, ai giorni nostri, il coniglio stia ancora pestando le erbe nel tentativo di fare un'altra pillola. Houyi, nel frattempo, si è costruito una casa sul sole (andando a rappresentare il principio maschile dello Yang) in contrasto con la casa lunare di Chang'e (che rappresenta il principio femminile dello Yin). Si narra che una volta l'anno, durante la Festa di Metà Autunno, Houyi sia in grado di visitare sua moglie sulla luna, ed è per questa ragione che in quella particolare notte la luna piena è più bella e luminosa del solito. Questa descrizione appare in forma scritta in due raccolte dell'epoca della dinastia Han occidentale (206 a.C.-24 d.C.): lo Shan Hai Jing, il "Classico delle Montagne e dei Mari", e lo Huainanzi, un classico filosofico taoista.